Espansore rapido del palato

divaricatore

Come funziona

L’apparecchio si attiva con una vite centrale che va girata esclusivamente in un senso ( verso la gola). ogni attivazione corrisponde ad 1/4 di giro della vite (0.2 mm di allargamento).

Spesso i genitori temono di far male al proprio figlio, o che la chiavetta che si usa come “cacciavite” possa affondare nel palato.L’apparecchio e’ progettato perché questo non succeda. In ogni caso non e’ mai una questione di forza : la manovra corretta si esegue con l’asse di inserzione verticale ed in maniera delicata, senza mai forzare.

Quando si gira la vite c’è un limite posteriore che funge da blocco, per cui non si puo’ girare troppo ne troppo poco. Il segno per capire che si è fatta una attivazione corretta e’ la comparsa completa del buchino nel quale si inserira’ la chiavetta per il giro successivo.

L’entità dell’espansione e’ determinata dal giudizio clinico dell’ortodontista. E’ importante rispettare le indicazioni del dottore e, nel dubbio, meglio fare qualche giro in meno che qualche giro in più.

Nel caso in cui dovesse essere spostato l’appuntamento di controllo e’ imperativo interrompere le attivazioni dell’apparecchio alla fine della prescrizione data dall’ortodontista; le attivazioni devono essere effettuate solo ed unicamente per i giorni indicati dall’ortodontista.

L’apparecchio agisce attivamente per le prime 2-6 settimane. Quando l’ortodontista dice stop con i giri, il disgiuntore deve stare in bocca per 5-6 mesi per consentire all’osso di  stabilizzarsi.

E’ opportuno portare ad ogni appuntamento la chiavetta con le quali sono state eseguite le attivazioni prescritte dall’ortodontista.

È normale?…

…che ci vogliano da alcune ore a qualche giorno perché chi ha in bocca l’apparecchio ci si abitui (all’inizio si produce molta saliva e si fa fatica a parlare ).

… che quando si gira la vite chi ha in bocca l’apparecchio senta spingere sui denti ( se non sente spingere e’ bene assicurarsi di aver fatto davvero il giro della vite)

…che si apra uno spazio (diastema) tra i due incisivi centrali superiori . E’ il segno piu’ evidente che l’apparecchio sta funzionando. L0 spazio si richiudera’ spontaneamente in circa 60 giorni.

…che si fermino residui di cibo tra il palato e l’apparecchio: il paziente a volte non riesce a rimuoverli , perché non riesce a vederli (nemmeno allo specchio). E’ bene che chi si occupa di effettuare il giro con la chiavetta controlli se ci sono residui di cibo e, se presenti, li rimuova con uno scovolino.

Talvolta succede che…

…siccome l’apparecchio e’ agganciato a due molari superiori, questi i primi giorni risultino un po’ indolenziti. Ci si accorge di questo perché addentando cibi duri ( anche solo la crosta del pane o della pizza ) si sente un po’ di fastidio.Questa sensazione e’ destinata prima a diminuire e poi a sparire.

…i primi giorni i gancetti che sono attaccati sulla superficie esterna dei denti molari possano irritare la guancia.In questo caso e’ utile usare la cera ortodontica e applicarne una piccola pallina sopra il gancetto che irrita la guancia.

l’apparecchio si sganci. L’apparecchio e’ attaccato con una colla speciale che solitamente regge per il tempo in cui l’apparecchio sta in bocca. E’ importante non mangiare caramelle gommose o chewingum e non bere coca-cola per i sei mesi di terapia, perché e’ stato dimostrato che questi sono i fattori che facilitano il distacco dell’apparecchio.

E’ altrettanto importante che il paziente non ci giochi con le dita o con le penne. Se la colla cede e  l’apparecchio cade e’ bene telefonare e fissare un nuovo appuntamento per riattaccarlo.

Se l’apparecchio rimane attaccato da un lato al molare mentre dall’altro si e’ staccato e “scende” e gratta la guancia o causa un moderato fastidio, e’ bene chiamare subito per fissare un nuovo appuntamento, oppure andare in un pronto soccorso, farsi unicamente rimuovere il disgiuntore e non ricementare.

….passati i primi giorni il paziente si “dimentica ” dell’apparecchio  . e’ bene, nei mesi di stabilizzazione, controllare che  non siano rimasti  residui di cibo tra apparecchio e palato.